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Esami6 min di lettura·18 agosto 2026

Che livello di francese serve in Francia nel 2026: A2, B1 o B2?

Dal 1° gennaio 2026: A2 per la carta pluriennale, B1 per la carta di residente, B2 per la cittadinanza.

Che livello di francese serve in Francia nel 2026: A2, B1 o B2?

Dal 1° gennaio 2026 la Francia chiede un livello di francese certificato per tre procedure: A2 per una prima carta di soggiorno pluriennale, B1 per la carta di residente, B2 scritto e orale per la cittadinanza. Si aggiunge un esame civico di 40 domande, superato con 32 risposte corrette.

Quale livello serve per quale procedura?

Tre soglie, in vigore dal 1° gennaio 2026:

  • prima domanda di carta di soggiorno pluriennale, la carte de séjour pluriannuelle: livello A2;
  • carta di residente, carta di residente permanente e carta di soggiorno di lungo periodo-UE: livello B1;
  • naturalizzazione o reintegrazione nella cittadinanza francese: livello B2, scritto e orale.

Ogni soglia è salita di un gradino. La carta di residente chiedeva prima A2, la cittadinanza B1, e la carta pluriennale non richiedeva alcuna prova di livello. L'articolo R413-15 del codice sull'ingresso e il soggiorno degli stranieri, in vigore da quella data, elenca i due documenti attesi: una certificazione di livello e un attestato di superamento dell'esame civico.

Con un passaporto italiano non serve alcun titolo di soggiorno: interessa quindi solo la via della cittadinanza. Chi arriva da un paese extra-UE, o un coniuge non comunitario, rientra invece nel regime completo.

Quali test e quali diplomi valgono come prova?

Due test sono indicati nei decreti ministeriali del 22 dicembre 2025: il TCF, rilasciato da France Éducation international, e il TEF, rilasciato dalla Camera di commercio e industria di Parigi. Le loro versioni IRN, per integrazione, residenza e cittadinanza, sono pensate per queste procedure. L'attestato di risultati vale due anni dalla data di rilascio: sostenerlo troppo presto, in una pratica che avanza lentamente, è un errore frequente.

I diplomi sono la seconda via: il diplôme national du brevet, un diploma statale o una certificazione professionale di livello 3 o superiore del quadro nazionale francese, oppure qualsiasi diploma che attesti il livello richiesto del Quadro comune europeo, quindi anche il DELF e il DALF.

La differenza conta. Un DELF B2 ottenuto cinque anni fa resta un diploma, dunque valido, mentre un attestato TCF di tre anni non lo è più. Se un esame va comunque preparato, puntare su un diploma può risparmiare una seconda prova.

In cosa consiste l'esame civico introdotto nel 2026?

Dal 1° gennaio 2026 il suo superamento condiziona anche la prima carta pluriennale, la carta di residente e la naturalizzazione. Le caratteristiche pubblicate dal ministero dell'Interno francese:

  • 40 domande a scelta multipla in francese, 28 di conoscenze e 12 situazionali;
  • cinque temi: principi e valori della Repubblica, istituzioni e vita politica, diritti e doveri, storia, geografia e cultura, vita nella società francese;
  • 45 minuti al massimo, su tablet o computer;
  • 32 risposte corrette richieste, cioè l'80%.

La preparazione è gratuita: il ministero pubblica online schede tematiche e la banca delle domande.

Chi è esentato e cosa cambia per le domande precedenti?

Sono previsti adattamenti con certificato medico per le persone con disabilità o con uno stato di salute gravemente compromesso. Gli stranieri con più di 65 anni non sostengono l'esame civico, dal quale sono esentati anche i beneficiari di protezione internazionale. Per la cittadinanza, la prova di livello non è richiesta a rifugiati e apolidi con più di 70 anni che risiedono regolarmente in Francia da almeno quindici anni.

Un punto spesso trascurato: le domande depositate prima del 1° gennaio 2026 restano regolate dalle norme precedenti.

Che cosa questi livelli non dicono

Una soglia non è una media. Al TEF IRN, raggiungere il B2 significa almeno 400 punti in tre prove e non meno di 367 in quella più debole: una competenza in ritardo non si compensa con un'altra. È il motivo per cui candidati molto sciolti nel parlato vengono respinti sullo scritto.

Due sfumature dette raramente. Raggiungere il livello non dà alcun diritto automatico: la lingua è una condizione fra le altre, e la naturalizzazione per decreto resta una decisione dell'amministrazione. E queste regole non riguardano tutti allo stesso modo, perché le altre vie di accesso alla cittadinanza hanno condizioni proprie. Prima di investire mesi di lezioni, verifica quale procedura ti riguarda, con uno sportello di consulenza legale o un avvocato, non su un forum.

Come prepararsi in concreto?

  • Partire dalla competenza più debole, perché è quella che fissa il risultato. Una simulazione completa e cronometrata dice in un'ora e mezza dove si è davvero.
  • Allenarsi a scrivere breve e utile. La prova scritta del TEF IRN chiede due testi di circa 40 e poi 100 parole: messaggi quotidiani, non temi scolastici.
  • Provare l'orale in situazione: chiedere un'informazione, spiegare un problema, difendere una scelta. È la parte che si prepara peggio da soli.

Il nostro articolo «TCF o DELF: quale test di francese scegliere in base al proprio obiettivo» confronta i formati, e «Come prepararsi efficacemente al DELF B2: il metodo completo» descrive il livello atteso per la cittadinanza.

Con Frenchee questo lavoro si fa con insegnanti madrelingua qualificati, in lezioni dal vivo in videoconferenza, individuali o in piccoli gruppi da 3 a 5 studenti, senza abbonamento. Utile quando una scadenza amministrativa fissa la data e va alzata una sola competenza, di solito lo scritto.

Fonti

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