«Y» ed «en»: che cosa sostituiscono e dove si mettono nella frase
Che cosa sostituiscono «y» ed «en», dove si mettono, in che ordine e perché «Vas-y» prende la s.
«Y» ed «en» sono fra le parole più frequenti del francese e fra le meno padroneggiate. La guida di terminologia grammaticale del Ministero dell'Istruzione francese, uscita nel 2020, li mette in una categoria a parte: i pronomi avverbiali. Ecco che cosa sostituiscono, dove si collocano e perché si scrive «Vas-y».
Che cosa sostituiscono «y» ed «en»?
I due pronomi seguono lo stesso principio: riprendono un gruppo introdotto da una preposizione, per non ripeterlo. A distinguerli è la preposizione. Per questo la guida di terminologia grammaticale del Ministero dell'Istruzione francese li chiama pronomi avverbiali e non semplici pronomi personali.
«En» riprende un complemento introdotto da de. La scheda dell'Office québécois de la langue française precisa che sostituisce un complemento introdotto da de che rappresenta il più delle volte una cosa o un animale, e che può essere complemento del nome, dell'aggettivo, oppure complemento diretto o indiretto del verbo.
- Il parle de son travail. Il en parle.
- Elle est fière de son fils. Elle en est fière.
- Tu veux du pain ? Tu en veux ?
- J'ai trois frères. J'en ai trois.
Qui l'italiano parte avvantaggiato rispetto a quasi tutte le altre lingue: «ne» esiste e funziona allo stesso modo. «Ne parla», «Ne ho tre» ricalcano il francese, e anche l'obbligo di usarlo con una quantità è lo stesso. Questo pronome non ha però nulla a che vedere con la preposizione «en» davanti ai nomi di luogo, di cui parliamo in En France, au Japon, à Cuba: quale preposizione francese davanti a un luogo.
«Y» riprende un gruppo introdotto da à, e un luogo. Il Dictionnaire de l'Académie française lo descrive insieme come avverbio di luogo, «Il y sera avant l'aube», e come pronome che sostituisce un nome preceduto da à, riferito a cose più che a persone: «n'y touchez pas».
- Je pense à mon voyage. J'y pense.
- Elle va à Lyon. Elle y va.
- Tu réponds à ce message ? Tu y réponds ?
È il gemello del «ci» italiano: «ci penso», «ci vado», «ci rispondo». La riserva sulle persone vale però anche qui: si dice «Je pense à ma sœur», poi «Je pense à elle», non «J'y pense».
Dove si collocano «y» ed «en» nella frase?
Regola di base: davanti al verbo. «J'y vais», «Il en veut», «Nous n'y allons pas». Nei tempi composti resta davanti all'ausiliare: «J'y suis allé», «Elle en a parlé». Anche qui l'italiano aiuta, perché fa lo stesso.
La differenza vera riguarda l'infinito. In italiano il pronome si salda in fondo all'infinito, «voglio parlarne», «devo andarci». In francese resta davanti: «Je veux en parler», «Je dois y aller». Mai «Je veux parler en», mai «Je vais aller y».
Poi c'è l'imperativo affermativo, unico caso in cui il pronome passa dopo il verbo e si lega con un trattino: «Parles-en», «Vas-y». Dove l'italiano salda («parlane», «vacci»), il francese usa il trattino e tiene le parole separate. All'imperativo negativo tutto torna davanti al verbo, senza trattino: «N'en parle pas», «N'y va pas».
In che ordine quando i pronomi si susseguono?
La regola utile sta in una frase: «y» ed «en» vanno sempre per ultimi, e «y» precede «en».
- Il y a des places. Il y en a.
- Je lui ai parlé de ce projet. Je lui en ai parlé.
- Elle nous a emmenés à la gare. Elle nous y a emmenés.
Per l'imperativo affermativo, la scheda dell'Office québécois de la langue française sui pronomi con l'imperativo dà l'ordine completo: prima il complemento diretto, poi l'indiretto, come in «Rendez-le-nous», con «en» o «y» in seconda posizione. Due dettagli:
- «me» e «te» si elidono davanti a «en» e «y»: «Donnez-m'en», «Va-t'en».
- la forma «Donnez-moi-z-en», frequente nel parlato, è segnalata come scorretta dalla stessa scheda.
Da notare: il francese non fonde i pronomi come l'italiano in «gliene». Restano parole distinte, separate da trattini all'imperativo affermativo.
Perché si scrive «Vas-y» e «Manges-en» con la s?
Perché rovescia la regola abituale. All'imperativo i verbi del primo gruppo non prendono la s alla seconda persona singolare: écoute, regarde, mange. L'Académie française ricorda che «écoutes» e «regardes» restano errori.
Aggiunge però che «quando questi imperativi hanno come complemento i pronomi en e y, si aggiunge loro una s eufonica, come in manges-en, restes-y». La scheda dell'Office québécois de la langue française dettaglia la stessa regola: la s compare davanti a «en» o «y» all'imperativo singolare dei verbi del primo gruppo e di alcuni verbi in -ir come cueillir, ouvrir e offrir, purché il pronome non sia seguito da un infinito.
- Parles-en à tes collègues.
- Manges-en autant que tu en veux.
- Offres-en plus souvent.
- Vas-y sans tarder.
Da qui l'eccezione dentro l'eccezione: «Va en chercher» non prende la s, perché «chercher» segue subito «en».
Che cosa queste regole non risolvono
Descrivono una struttura, non l'uso reale, e tre cose sfuggono loro.
Primo, buona parte degli impieghi di «y» ed «en» sono fissi. Non si deducono da nessuna regola e si imparano come vocabolario: «il y a», «ça y est», «s'en aller», «y être pour quelque chose».
Secondo, sapere la regola non basta per applicarla in tempo. Sono parole di una sillaba collocate prima del verbo, quando si sta ancora cercando che cosa dire. Per questo arrivano tardi nel parlato, molto dopo essere state capite per iscritto.
Terzo, esiste un ripiego corretto e poco usato: ripetere il gruppo. «Je parle souvent de ce projet» non è un errore, è solo più pesante di «J'en parle souvent». Finché il pronome non è automatico, una frase completa vale più di un pronome messo male.
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